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API UMBRIA – ASSOCIAZIONE PER LE IMPRESE DELL’UMBRIA

Excelsior dicembre ’18 – febbraio ’19, l’occupazione nelle imprese

La Camera di commercio di Perugia ha illustrato i risultati dell’ultima rilevazione Excelsior per l’anno 2018.
Nel trimestre aperto da dicembre 2018 e che si chiuderà a febbraio del nuovo anno, il sistema delle imprese della provincia di Perugia prevede di attivare 10.150 nuovi contratti di lavoro, con una crescita del 7,3%, sullo stesso periodo di un anno fa. In valore assoluto si tratta di 690 posti di lavoro in più.
2.760 i posti di lavoro che saranno attivati nel solo mese di dicembre 2018, 560 in più su dicembre 2017, una crescita consistente del 25,4%.
Nel 29% dei casi si tratterà di lavoro a tempo indeterminato e di apprendistato, dato identico a un anno fa, ma in flessione congiunturale di due punti su novembre 2018.
Ferme al 71% le previsioni di assunzione a tempo determinato a durata predefinita.
In provincia di Perugia, il lavoro viene prodotto dalle PMI: a dicembre ’18 il 73% delle entrate si concentrerà nelleimprese con meno di 50 dipendenti.
I settori più dinamici per fabbisogni occupazionali sono i servizi, dove a dicembre è previsto il 67% di tutte le entrate al lavoro.
In notevole aumento i posti destinati ai profili high skill (dirigenti, specialisti e tecnici), che assorbiranno il 21% delle entrate, 6 punti in più in un anno. Per la prima volta questo dato, costantemente lontano dalla media nazionale, la sopravanza di un punto.
Sale al 14% l’ingresso al lavoro di personale laureato: 4% in più in un mese, 6 in un anno.
Si contrae, e in maniera netta, la quota di posti di lavoro destinati ai giovani sotto 30 anni: in dodici mesi, dal dicembre 2017 al dicembre in corso si passa dal 40 al 30% del totale.
Si conferma su livelli alti il mismatching tra domanda e offerta di lavoro: in 37 casi su 100 (contro i 23 di un anno fa) le imprese incontrano difficoltà nella ricerca dei profili professionali di cui hanno bisogno.
Nel caso di profili come i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione, le difficoltà di reperimento salgono addirittura al oltre il 70% dei casi.
Molto difficili da trovare anche gli operai specializzati e i conduttori di impianti nelle industrie tessili, abbigliamento, calzature (65% dei casi) e i conduttori di mezzi di trasporto (57,3% dei casi).

IL SEGRETARIO – STELVIO GAUZZI

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